Archivio per ottobre 2009

Perché ho (abbiamo) scelto Ignazio Marino

Perché una persona come la sottoscritta, una che si è sempre tenuta rigorosamente lontana da qualsiasi tessera per timore di smarrire la sua autonomia, una che ha preferito impegnarsi altrove, come cittadina, come insegnante, come madre di famiglia, nell’ottica di una partecipazione apartitica alla vita politica e civile della nostra società, a un certo punto ha deciso, quasi d’impulso, di buttarsi nella mischia e di schierarsi apertamente a favore di uno dei tre candidati, Ignazio Marino appunto, alla segreteria del PD?

Scartabellando qua e là per la Rete, ho appena trovato due cosette interessanti. La prima: la dichiarazione un po’ snob di Massimo Mantellini (uno dei blogger più influenti della Rete) che dichiara “Io domenica marino [ovvero] questa volta i miei due euro al PD per votare alle Primarie di domenica non glieli do”. La seconda: un lungo e dettagliato post di Alessandro Gilioli (Piovono Rane – L’Espresso)che risponde a dieci possibili motivazioni per non partecipare alle primarie, spiegando per quali ragioni è indispensabile andare a votare.

Al post di Mantellini segue una lunga coda di commenti, per lo più di sostenitori di Ignazio Marino. I commentatori di Gilioli o sono incazzatissimi con il PD e quindi annunciano boicottaggio, non essendo più disposti a farsi prendere in giro, o, se hanno deciso di andare, in linea di massima voteranno Marino. E’ evidente che, se dipendesse dal popolo della Rete, Marino vincerebbe, e di gran lunga.

Io ho fatto di più (e come me tanti altri). Non solo andrò a votare ma, com’è noto, da luglio mi sono impegnata a favore di questa candidatura, ho preso la tessera, sono andata in giro per circoli a presentare la mozione, mi sono ritrovata persino candidata nella lista per l’Assemblea Nazionale. Insomma, nel mio piccolo ci ho messo la faccia. E tutto questo in una città che è una vera roccaforte di Bersani, un posto nel quale la mozione dell’ex ministro ha ottenuto nella consultazione degli iscritti una percentuale di consensi praticamente bulgara. Quando si dice l’autolesionismo.

Ma no, non di autolesionismo si è trattato, ma di un ragionamento lineare. Forse velleitario, forse illusorio, ma che ci posso fare, l’opportunismo non fa proprio parte del mio DNA. Primo: della situazione che l’Italia sta vivendo non ne posso davvero più. Secondo: mi pare che l’unica forza in grado di costruire un’opposizione realistica sia il PD. Terzo: sono convinta che il PD, se non vuole dissolversi, deve imboccare decisamente la strada del rinnovamento. Quarto: l’unico candidato non compromesso con vecchie logiche, senza colpe delle quali scusarsi, senza tentennamenti, caratterizzato finalmente da chiarezza di intenti e di obiettivi è Ignazio Marino. E il fatto che sia stato sistematicamente sminuito, che la sua candidatura sia stata bollata come inutile e perdente in partenza, mi ha ulteriormente convinto della bontà della mia idea. Il nuovo fa sempre paura e la paura induce alla scorrettezza: cosa che in questo caso è puntualmente avvenuta.

Ma non si tratta solo di Ignazio Marino. Contano anche le persone che ho incontrato durante questa avventura. Gente pulita, gente che è disposta a mettersi in gioco per costruire dal basso una proposta alternativa davvero credibile, gente che non vuole più accontentarsi del meno peggio ma vorrebbe, finalmente, risposte: e per ottenere queste risposte, per costruirle, non ha esitato a impegnarsi, a buttarsi nella mischia. I comitati che sono nati ovunque, i volontari che hanno deciso di usare il loro tempo e le loro energie per dare fondamenta a qualcosa che all’inizio sembrava solo un sogno, se non addirittura una pia utopia … ricordo ancora le prime adesioni alla mailing list della Toscana per Marino, i tanti che scrivevano: “Non ho mai avuto una tessera in vita mia, certe dinamiche non le conosco, ma voglio impegnarmi, non mi basta più la lamentazione, non sono più disposto a sentirmi deluso, voglio fare qualcosa. E Marino è il mio candidato”.

Se questo serbatoio di energie nuove dovesse andare per l’ennesima volta sprecato, sarebbe un disastro: non solo per il PD, ma per l’intero Paese. Marino ha dato una speranza a un popolo che non ne vuole più sapere di immobilismo, di cinismo, di tatticismo, ma si augura che qualcosa possa davvero cambiare. Un popolo che non si riconosce nell’incultura dominante, nelle logiche clientelari e di potere che hanno minato, inutile nasconderselo, la credibilità anche della sinistra, un popolo che, per riprendere il felice titolo del libro di Pippo Civati, ha davvero nostalgia di futuro

Ecco, io spero che domenica il segnale sarà forte e chiaro. Spero che lunedì potremo risvegliarci con un’opposizione diversa, con una speranza in più. Starsene a casa mugugnando non è più sufficiente. Sollevare il ciglio con aria scettica dicendo beffardi “no, io i miei due euro non ve li do”, come dichara pubblicamente Mantellini, non risolve un bel niente. Due euro per poter ricominciare a credere non sono niente e possono fare la differenza. E anche ai miei concittadini vorrei dire: “Guardate che fuori di qui c’è un mondo intero che si sta muovendo, c’è qualcosa di diverso rispetto ai luoghi comuni (e quanti ne ho sentiti in queste settimane) che vi vengono venduti come indubitabili e scontati”.

C’è bisogno di rimboccarsi le maniche. Domenica potrebbe essere un buon inizio. Io, Luisa, Davide, Francesca, Gianluca, Anna e tutti gli altri che si sono dati da fare in questi mesi vogliamo crederci.

Presentazione della mozione Marino – Piombino, 25 settembre 2009 on Vimeo

Di seguito il video della presentazione della mozione Marino durante il congresso presso il Circolo Salivoli.



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