Andrea MANCIULLI
Candidato alla segreteria regionale del PD per la mozione “Bersani”
Agostino FRAGAI
Candidato alla segreteria regionale del PD per la mozione “Franceschini”
E p.c. Alessio GRAMOLATI
Segretario della CGIL Regionale
Cari Andrea e Agostino,
più volte, nelle scorse settimane, abbiamo parlato della necessità di celebrare un Congresso unitario del PD, pur nella valorizzazione del pluralismo e nella dialettica normale di tre diversi candidati alla segreteria regionale. Sono convinto che possiamo fare molto per dare questo imprinting al Congresso: dipende solo da noi e da quello che concretamente faremo da qui alle primarie del 25 ottobre. Continuo a pensare che potrebbe aiutare a muoverci in questa direzione una sorta di documento, da sottoscrivere preliminarmente all’avvio dei congressi di circolo, che stabilisca alcuni impegni comuni relativi al governo del partito all’indomani dell’elezione del nuovo segretario, a partire dall’impegno per una gestione collegiale del partito.
Però, intanto, voglio avanzare una proposta concreta nel segno dell’unità. Ci troveremo a celebrare il Congresso e a svolgere le primarie, nell’occhio del ciclone della crisi economica che da noi in Toscana assume le sembianze di 20.000 lavoratori che rischiano di trovarsi ad ottobre senza la possibilità di attivare gli ammortizzatori sociali, come la Cassa Integrazione, come oggi ha messo in evidenza il segretario regionale della CGIL Alessio Gramolati. Sono numeri impressionanti, che si traducono in perdita di produttività per il nostro sistema economico, ma anche incertezza per il futuro, difficoltà concrete, contrazione della qualità della vita per migliaia di famiglie toscane. Anche nell’impresa dove lavoro si è fatto ricorso alla Cassa Integrazione in questi mesi e ho potuto sentire da vicino il groviglio di paure, preoccupazioni, frustrazioni che l’espulsione – anche temporanea – dal lavoro comporta.
Vi propongo di dedicare uno sforzo unitario alla prossima fase congressuale attorno al tema della crisi e del lavoro e possiamo farlo in molti modi, a partire dalla costruzione di un documento politico unitario sull’argomento, fino alla decisione di dedicare qualcuno dei diversi confronti a tre che sono previsti e si faranno nelle prossime settimane, al tema del lavoro, al fine di concentrare un impegno politico straordinario del Partito Democratico della Toscana sulla questione del lavoro.
Non si tratta di una questione né limitata, né contingente, bensì il portato più profondo della crisi globale che, appunto, non è affatto finanziaria (anche se certamente lo è il suo innesco), ma strutturale. Possiamo certamente dire che siamo di fronte ad una moderna questione del lavoro che, come il sistema economico di cui è espressione, ha dimensioni globali e peculiarità locali. Fa una certa impressione leggere di vere e proprie rivolte operaie in Cina a fronte di una politica liberista e di privatizzazione delle imprese da parte del governo che mette a rischio l’occupazione di migliaia di persone. Così come non possiamo rimanere indifferenti alle condizioni precarie, di ingiustizia e di rischio per la salute in cui versano milioni di lavoratori nel Sud del mondo, molti dei quali bambini. Ma anche questo fa parte di una questione lavoro non distinta da quella che spinge migliaia di lavoratori in Occidente fuori dai processi produttivi. Credo che vi sia la necessità e l’opportunità di affrontare, a partire dal tema del lavoro, una seria e profonda riflessione sui tratti di insostenibilità del sistema produttivo globale, tornando a concepire i valori di uguaglianza, equità, autonomia e del lavoro al centro di una nuova identità politico-culturale del centro-sinistra. E allo stesso tempo, questa riflessione si lega alla necessità di mettere in campo proposte e iniziative concrete, che toccano davvero i problemi e gli interessi delle persone in carne ed ossa. Insomma, concepire una idea di sviluppo più equa e giusta, nella quale sia il lavoro – e non le speculazioni finanziarie – a creare la ricchezza. Qui è il nocciolo duro dell’assillo sul come uscire dalla crisi. E noi dobbiamo sentire la responsabilità di far sì che tutto il partito, in modo unitario e convinto, faccia di questo tema il nucleo forte della sua identità e del suo impegno politico.
Nella nostra regione sono presenti problemi e peculiarità, come in ogni regione, di fronte alla crisi. Ma abbiamo anche esperienze importanti che ci indicano una via concreta: penso alla vicenda dell’Electrolux di Scandicci (dove impresa lungimirante, istituzioni locali e sindacati hanno trovato la soluzione in un concreto progetto di green economy) o alla Tabitaly (dove i lavoratori si sono assunti la responsabilità di un progetto di rilancio della fabbrica) o ancora della trasformazione produttiva di shoppers dalla plastica al meter-bi in una impresa del Mugello a seguito della decisione dell’Unicoop di anticipare i contenuti della direttiva UE. Si può fare; si possono trovare vie d’uscita sostenibili alla crisi, unendo innovazione, coraggio e responsabilità. Il Partito Democratico può essere uno dei motori di questa strada, sia per le responsabilità di governo che ricopriamo in questa regione, sia perché siamo una forza ancora profondamente radicata nel tessuto sociale di questa regione.
Ecco, questa è la mia proposta unitaria che spero vorrete raccogliere e portare avanti insieme.
Un caro saluto
Simone Siliani



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