dal blog si Simone Siliani:
“Ho deciso di aderire all’appello della Società Italiana delle Storiche dal titolo “Rompere il silenzio: una scelta di forza”, perché pone un tema essenziale per la qualità della democrazia. Infatti, l’appello non si limita affatto a riproporre il tema della presenza delle donne nella vita politica, sociale ed economica – che pure è un indice, ben più significativo degli indici economici, relativo alla qualità della vita in una comunità – ma va al cuore della crisi della democrazia contemporanea. Mi sembra che siano qui in discussione due capisaldi della democrazia: da un lato l’autonomia morale e politica dei soggetti, cioè il non essere subordinato o dominati (magari, nella società dell’immagine, dagli stereotipi con i quali oggi si dipingono le donne “vincenti”), che è tanto una qualità “oggettiva” del sistema politico quanto una condizione “soggettiva” rivendicata da ogni individuo; dall’altro l’idea di eguale libertà (per dirla con Carlo Rosselli) che nella nostra Costituzione è al fondamento del concetto di uguaglianza iscritto all’articolo 3.
Il dibattito che in questi giorni si sta svolgendo nel paese, a partire dagli interventi apparsi su “l’Unità”, è il segno però che la coscienza civile non è completamente lobotomizzata, che c’è ancora la capacità di leggere i processi culturali e i fatti della cronaca come minacce all’integrità della nostra democrazia e, quindi, di reagire. L’appello della Società Italiana delle Storiche ne è una ulteriore conferma. Siamo anche noi disponibili ad organizzare iniziative e momenti di riflessione e iniziativa culturale e politica a partire dall’appello come lì viene chiesto e lo faremo anche con il gruppo di “Donne per Marino” che si è costituito in Toscana, ma con lo spirito e la disponibilità ad attivarci insieme alle donne e agli uomini di buona volontà e di consapevolezza democratica che lo vorranno.



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