Perché ho (abbiamo) scelto Ignazio Marino

Perché una persona come la sottoscritta, una che si è sempre tenuta rigorosamente lontana da qualsiasi tessera per timore di smarrire la sua autonomia, una che ha preferito impegnarsi altrove, come cittadina, come insegnante, come madre di famiglia, nell’ottica di una partecipazione apartitica alla vita politica e civile della nostra società, a un certo punto ha deciso, quasi d’impulso, di buttarsi nella mischia e di schierarsi apertamente a favore di uno dei tre candidati, Ignazio Marino appunto, alla segreteria del PD?

Scartabellando qua e là per la Rete, ho appena trovato due cosette interessanti. La prima: la dichiarazione un po’ snob di Massimo Mantellini (uno dei blogger più influenti della Rete) che dichiara “Io domenica marino [ovvero] questa volta i miei due euro al PD per votare alle Primarie di domenica non glieli do”. La seconda: un lungo e dettagliato post di Alessandro Gilioli (Piovono Rane – L’Espresso)che risponde a dieci possibili motivazioni per non partecipare alle primarie, spiegando per quali ragioni è indispensabile andare a votare.

Al post di Mantellini segue una lunga coda di commenti, per lo più di sostenitori di Ignazio Marino. I commentatori di Gilioli o sono incazzatissimi con il PD e quindi annunciano boicottaggio, non essendo più disposti a farsi prendere in giro, o, se hanno deciso di andare, in linea di massima voteranno Marino. E’ evidente che, se dipendesse dal popolo della Rete, Marino vincerebbe, e di gran lunga.

Io ho fatto di più (e come me tanti altri). Non solo andrò a votare ma, com’è noto, da luglio mi sono impegnata a favore di questa candidatura, ho preso la tessera, sono andata in giro per circoli a presentare la mozione, mi sono ritrovata persino candidata nella lista per l’Assemblea Nazionale. Insomma, nel mio piccolo ci ho messo la faccia. E tutto questo in una città che è una vera roccaforte di Bersani, un posto nel quale la mozione dell’ex ministro ha ottenuto nella consultazione degli iscritti una percentuale di consensi praticamente bulgara. Quando si dice l’autolesionismo.

Ma no, non di autolesionismo si è trattato, ma di un ragionamento lineare. Forse velleitario, forse illusorio, ma che ci posso fare, l’opportunismo non fa proprio parte del mio DNA. Primo: della situazione che l’Italia sta vivendo non ne posso davvero più. Secondo: mi pare che l’unica forza in grado di costruire un’opposizione realistica sia il PD. Terzo: sono convinta che il PD, se non vuole dissolversi, deve imboccare decisamente la strada del rinnovamento. Quarto: l’unico candidato non compromesso con vecchie logiche, senza colpe delle quali scusarsi, senza tentennamenti, caratterizzato finalmente da chiarezza di intenti e di obiettivi è Ignazio Marino. E il fatto che sia stato sistematicamente sminuito, che la sua candidatura sia stata bollata come inutile e perdente in partenza, mi ha ulteriormente convinto della bontà della mia idea. Il nuovo fa sempre paura e la paura induce alla scorrettezza: cosa che in questo caso è puntualmente avvenuta.

Ma non si tratta solo di Ignazio Marino. Contano anche le persone che ho incontrato durante questa avventura. Gente pulita, gente che è disposta a mettersi in gioco per costruire dal basso una proposta alternativa davvero credibile, gente che non vuole più accontentarsi del meno peggio ma vorrebbe, finalmente, risposte: e per ottenere queste risposte, per costruirle, non ha esitato a impegnarsi, a buttarsi nella mischia. I comitati che sono nati ovunque, i volontari che hanno deciso di usare il loro tempo e le loro energie per dare fondamenta a qualcosa che all’inizio sembrava solo un sogno, se non addirittura una pia utopia … ricordo ancora le prime adesioni alla mailing list della Toscana per Marino, i tanti che scrivevano: “Non ho mai avuto una tessera in vita mia, certe dinamiche non le conosco, ma voglio impegnarmi, non mi basta più la lamentazione, non sono più disposto a sentirmi deluso, voglio fare qualcosa. E Marino è il mio candidato”.

Se questo serbatoio di energie nuove dovesse andare per l’ennesima volta sprecato, sarebbe un disastro: non solo per il PD, ma per l’intero Paese. Marino ha dato una speranza a un popolo che non ne vuole più sapere di immobilismo, di cinismo, di tatticismo, ma si augura che qualcosa possa davvero cambiare. Un popolo che non si riconosce nell’incultura dominante, nelle logiche clientelari e di potere che hanno minato, inutile nasconderselo, la credibilità anche della sinistra, un popolo che, per riprendere il felice titolo del libro di Pippo Civati, ha davvero nostalgia di futuro

Ecco, io spero che domenica il segnale sarà forte e chiaro. Spero che lunedì potremo risvegliarci con un’opposizione diversa, con una speranza in più. Starsene a casa mugugnando non è più sufficiente. Sollevare il ciglio con aria scettica dicendo beffardi “no, io i miei due euro non ve li do”, come dichara pubblicamente Mantellini, non risolve un bel niente. Due euro per poter ricominciare a credere non sono niente e possono fare la differenza. E anche ai miei concittadini vorrei dire: “Guardate che fuori di qui c’è un mondo intero che si sta muovendo, c’è qualcosa di diverso rispetto ai luoghi comuni (e quanti ne ho sentiti in queste settimane) che vi vengono venduti come indubitabili e scontati”.

C’è bisogno di rimboccarsi le maniche. Domenica potrebbe essere un buon inizio. Io, Luisa, Davide, Francesca, Gianluca, Anna e tutti gli altri che si sono dati da fare in questi mesi vogliamo crederci.

Presentazione della mozione Marino – Piombino, 25 settembre 2009 on Vimeo

Di seguito il video della presentazione della mozione Marino durante il congresso presso il Circolo Salivoli.

Appello ad Andrea Manciulli: ripensaci.

Dopo aver ascoltato il brillante intervento di Ignazio Marino alla Festa del PD di Genova, con lo stesso spirito ingenuo di Alice nel Paese delle Meraviglie ho preso in mano e riletto il volantino che pubblicizza le iniziative della festa piombinese (21 agosto – 6 settembre). Non c’è dubbio: i dibattiti sono molti, e interessanti. Non mancano nomi di spicco nel panorama politico e culturale nazionale. Ne cito solo alcuni: che so, Filippo Penati, ex Presidente della provincia di Milano (oggi, 31 agosto, sul rapporto fra Pd e territorio), Michele Dotti, autore de “L’Anticasta” (1 settembre), Gianfranco Simoncini, Assessore Regionale all’Istruzione e l’on. Silvia Velo (parleranno di scuola il 2 settembre), Matteo Colaninno e Susanna Camusso (il 3 settembre, su lavoro e sviluppo), Aldo Schiavone, docente universitario, collaboratore di “Repubblica”, con la sua ultima fatica, il pamphlet “L’Italia Contesa” (4 settembre) e, naturalmente, Andrea Manciulli, segretario regionale uscente, piombinese, a chiusura delle iniziative dello Spazio Agorà, il 5 settembre. C’è tuttavia un appuntamento che, così com’è presentato, mi lascia perplessa: mercoledì 2 settembre, Spazio Agorà ore 21.00, “Verso il Congresso. Mozioni a confronto”. Così, senza ulteriori specificazioni.

Naturalmente sappiamo tutti perfettamente che i candidati nazionali sono tre (Bersani, Franceschini, Marino), e che tre sono i candidati regionali (Manciulli, Fragai, Siliani). Chi vuole, dato che esiste la Rete, potrà di certo andare a leggere le rispettive mozioni su Internet (segnalo i blog di Simone Siliani per Marino e di Agostino Fragai per Franceschini). Ma sai quanto è più bello e utile e coinvolgente per militanti e simpatizzanti e semplici curiosi assistere ad un bel dibattito pubblico. In effetti, il 2 settembre, a Piombino, il dibattito fra i candidati regionali ci sarà: ci sarà Siliani, ci sarà Fragai. Non ci sarà Manciulli. sostituito, forse, dal nostro sindaco, Gianni Anselmi.

Peccato che i nomi sul volantino non siano riportati: per quanto possibile cerchiamo di rimediare qui a quella che senz’altro è stata una svista dell’organizzazione. Peccato che Manciulli abbia preferito per sé un’altra data, e voglio credere che non sia per “primadonnismo”(pare che altri dibattiti a tre siano previsti altrove in altre date: ma perché non qui, non nella sua Città?).  Peccato che Siliani abbia proposto agli altri candidati un’iniziativa comune sul tema del lavoro ma che, al momento, abbia ricevuto come risposta solo uno sconfortante silenzio: forse una distrazione, chissà.

E allora mi permetto un appello a Manciulli: Andrea (ti do del tu perché ti conosco da quando eri ragazzino), ripensaci. Se questo partito vuole essere davvero un partito del confronto e della discussione, un partito inclusivo, un partito che ritrovi finalmente un’identità certa, un partito che offra un’alternativa a tutti coloro che diffidano di un certo modo di fare politica, ombelicale, autoreferenziale, in definitiva autolesionista, e che per questo fino ad ora si sono tenuti ben lontani da un coinvolgimento attivo, un partito democratico non solo nel nome ma nella sostanza,  non sta bene che i suoi esponenti di spicco si sottraggano al dibattito. Non è un bel segnale. Non ispira fiducia.

Ignazio Marino, nel suo intervento di ieri, ha fermamente richiesto un confronto con gli altri candidati nazionali. Alessandro Gilioli, nel suo seguitissimo blog sull’Espresso, Piovono Rane, oggi scriveLeggo in giro che questo incontro pubblico a tre (Bersani-Franceschini-Marino) difficilmente si farà prima delle primarie. Se la voce fosse vera, sarebbe una bella schifezza. E – ripeto – non darebbe titolo all’eventuale vincitore delle primarie di chiedere un faccia a faccia al futuro candidato del Pdl. Quindi, per favore, si organizzi senza se e senza ma un bel faccia a faccia con tutti e tre i candidati, di qui a fine settembre. “L’espresso” è disposto a ospitarlo anche subito, per metterlo sul sito. Ma affinchè non sembri una richiesta di testata, fatelo dove vi pare: su YouDem, su RedTv, in un circolo del partito e poi su YouTube. Ma fatelo.

Magari qui a Piombino, la tua Piombino,  potremmo cominciare con il dare il buon esempio. Anche il coraggio del confronto a viso aperto è una virtù politica.

Lorenza Boninu

Il Pd toscano lotti contro l’omofobia

COMUNICATO STAMPA

Un appello ai tre candidati a segretario regionale del Pd “affinché si impegnino, con un pubblico comunicato, a sostenere la proposta di legge contro l’omofobia di cui è relatrice l’onorevole Paola Concia, attualmente allo studio in Commissione Giustizia” viene lanciato dai volontari toscani della mozione che sostiene Ignazio Marino alla segreteria nazionale e Simone Siliani a quella regionale del Partito democratico. “Chiediamo a Simone Siliani, Andrea Manciulli ed Agostino Fragai _ scrivono i firmatari dell’appello _ di appoggiare pubblicamente questa proposta di legge e di impegnarsi a sensibilizzare i propri elettori con iniziative su questo tema, iniziative da tenersi alle feste del Pd, nei circoli o nelle apposite sedi. La proposta di legge contro l’omofobia è l’estensione della legge Mancino, attualmente in vigore, e prevede l’introduzione di un’aggravante per i reati di omofobia e transfobia. I recenti episodi di cronaca, con le numerose aggressioni ai danni di persone omosessuali dimostrano l’urgenza di un intervento deciso ed efficace contro questo gravissimo fenomeno. Oltretutto, la carenza legislativa italiana in materia (a differenza di quanto accade in gran parte dei Paesi europei) è grave ed immotivata. “La nostra Regione è sempre stata portatrice di cultura e civiltà _ sottolineano i firmatari dell’appello _ ci auguriamo che anche in questo caso i nostri rappresentanti ed il Partito democratico siano pronti a schierarsi al nostro fianco”.  Firmatari dell’appello: Daniela Lastri, coordinatrice regionale della mozione Marino, Giuliano Gasparotti, Luisa Merlini, Davide Leonelli, Donatella Becattini, Mario Romanelli, Simona Salvadori, Emidio Picariello, Luigi Romani, Giacomo Zucchelli.

Adesione all’appello della Società Italiana delle Storiche

dal blog si Simone Siliani:

“Ho deciso di aderire all’appello della Società Italiana delle Storiche dal titolo “Rompere il silenzio: una scelta di forza”, perché pone un tema essenziale per la qualità della democrazia. Infatti, l’appello non si limita affatto a riproporre il tema della presenza delle donne nella vita politica, sociale ed economica – che pure è un indice, ben più significativo degli indici economici, relativo alla qualità della vita in una comunità – ma va al cuore della crisi della democrazia contemporanea. Mi sembra che siano qui in discussione due capisaldi della democrazia: da un lato l’autonomia morale e politica dei soggetti, cioè il non essere subordinato o dominati (magari, nella società dell’immagine, dagli stereotipi con i quali oggi si dipingono le donne “vincenti”), che è tanto una qualità “oggettiva” del sistema politico quanto una condizione “soggettiva” rivendicata da ogni individuo; dall’altro l’idea di eguale libertà (per dirla con Carlo Rosselli) che nella nostra Costituzione è al fondamento del concetto di uguaglianza iscritto all’articolo 3.

Il dibattito che in questi giorni si sta svolgendo nel paese, a partire dagli interventi apparsi su “l’Unità”, è il segno però che la coscienza civile non è completamente lobotomizzata, che c’è ancora la capacità di leggere i processi culturali e i fatti della cronaca come minacce all’integrità della nostra democrazia e, quindi, di reagire. L’appello della Società Italiana delle Storiche ne è una ulteriore conferma.  Siamo anche noi disponibili ad organizzare iniziative e momenti di riflessione e iniziativa culturale e politica a partire dall’appello come lì viene chiesto e lo faremo anche con il gruppo di “Donne per Marino” che si è costituito in Toscana, ma con lo spirito e la disponibilità ad attivarci insieme alle donne e agli uomini di buona volontà e di consapevolezza democratica che lo vorranno.

Lettera di Simone Siliani

Andrea MANCIULLI
Candidato alla segreteria regionale del PD per la mozione “Bersani”

Agostino FRAGAI
Candidato alla segreteria regionale del PD per la mozione “Franceschini”

E p.c. Alessio GRAMOLATI
Segretario della CGIL Regionale

Cari Andrea e Agostino,

più volte, nelle scorse settimane, abbiamo parlato della necessità di celebrare un Congresso unitario del PD, pur nella valorizzazione del pluralismo e nella dialettica normale di tre diversi candidati alla segreteria regionale. Sono convinto che possiamo fare molto per dare questo imprinting al Congresso: dipende solo da noi e da quello che concretamente faremo da qui alle primarie del 25 ottobre. Continuo a pensare che potrebbe aiutare a muoverci in questa direzione una sorta di documento, da sottoscrivere preliminarmente all’avvio dei congressi di circolo, che stabilisca alcuni impegni comuni relativi al governo del partito all’indomani dell’elezione del nuovo segretario, a partire dall’impegno per una gestione collegiale del partito.

Però, intanto, voglio avanzare una proposta concreta nel segno dell’unità. Ci troveremo a celebrare il Congresso e a svolgere le primarie, nell’occhio del ciclone della crisi economica che da noi in Toscana assume le sembianze di 20.000 lavoratori che rischiano di trovarsi ad ottobre senza la possibilità di attivare gli ammortizzatori sociali, come la Cassa Integrazione, come oggi ha messo in evidenza il segretario regionale della CGIL Alessio Gramolati. Sono numeri impressionanti, che si traducono in perdita di produttività per il nostro sistema economico, ma anche incertezza per il futuro, difficoltà concrete, contrazione della qualità della vita per migliaia di famiglie toscane. Anche nell’impresa dove lavoro si è fatto ricorso alla Cassa Integrazione in questi mesi e ho potuto sentire da vicino il groviglio di paure, preoccupazioni, frustrazioni che l’espulsione – anche temporanea – dal lavoro comporta.

Vi propongo di dedicare uno sforzo unitario alla prossima fase congressuale attorno al tema della crisi e del lavoro e possiamo farlo in molti modi, a partire dalla costruzione di un documento politico unitario sull’argomento, fino alla decisione di dedicare qualcuno dei diversi confronti a tre che sono previsti e si faranno nelle prossime settimane, al tema del lavoro, al fine di concentrare un impegno politico straordinario del Partito Democratico della Toscana sulla questione del lavoro.

Non si tratta di una questione né limitata, né contingente, bensì il portato più profondo della crisi globale che, appunto, non è affatto finanziaria (anche se certamente lo è il suo innesco), ma strutturale. Possiamo certamente dire che siamo di fronte ad una moderna questione del lavoro che, come il sistema economico di cui è espressione, ha dimensioni globali e peculiarità locali. Fa una certa impressione leggere di vere e proprie rivolte operaie in Cina a fronte di una politica liberista e di privatizzazione delle imprese da parte del governo che mette a rischio l’occupazione di migliaia di persone. Così come non possiamo rimanere indifferenti alle condizioni precarie, di ingiustizia e di rischio per la salute in cui versano milioni di lavoratori nel Sud del mondo, molti dei quali bambini. Ma anche questo fa parte di una questione lavoro non distinta da quella che spinge migliaia di lavoratori in Occidente fuori dai processi produttivi. Credo che vi sia la necessità e l’opportunità di affrontare, a partire dal tema del lavoro, una seria e profonda riflessione sui tratti di insostenibilità del sistema produttivo globale, tornando a concepire i valori di uguaglianza, equità, autonomia e del lavoro al centro di una nuova identità politico-culturale del centro-sinistra. E allo stesso tempo, questa riflessione si lega alla necessità di mettere in campo proposte e iniziative concrete, che toccano davvero i problemi e gli interessi delle persone in carne ed ossa. Insomma, concepire una idea di sviluppo più equa e giusta, nella quale sia il lavoro – e non le speculazioni finanziarie – a creare la ricchezza. Qui è il nocciolo duro dell’assillo sul come uscire dalla crisi. E noi dobbiamo sentire la responsabilità di far sì che tutto il partito, in modo unitario e convinto, faccia di questo tema il nucleo forte della sua identità e del suo impegno politico.

Nella nostra regione sono presenti problemi e peculiarità, come in ogni regione, di fronte alla crisi. Ma abbiamo anche esperienze importanti che ci indicano una via concreta: penso alla vicenda dell’Electrolux di Scandicci (dove impresa lungimirante, istituzioni locali e sindacati hanno trovato la soluzione in un concreto progetto di green economy) o alla Tabitaly (dove i lavoratori si sono assunti la responsabilità di un progetto di rilancio della fabbrica) o ancora della trasformazione produttiva di shoppers dalla plastica al meter-bi in una impresa del Mugello a seguito della decisione dell’Unicoop di anticipare i contenuti della direttiva UE. Si può fare; si possono trovare vie d’uscita sostenibili alla crisi, unendo innovazione, coraggio e responsabilità. Il Partito Democratico può essere uno dei motori di questa strada, sia per le responsabilità di governo che ricopriamo in questa regione, sia perché siamo una forza ancora profondamente radicata nel tessuto sociale di questa regione.

Ecco, questa è la mia proposta unitaria che spero vorrete raccogliere e portare avanti insieme.

Un caro saluto

Simone Siliani

E’ on-line il nuovo sito di Simone Siliani !!

Simone Siliani, candidato alla segreteria toscana del PD,  adesso ha un sito web: www.simonesiliani.net

Simone terrà un diario di questi giorni di incontri, di dibattiti, di confronto con il popolo del PD.  Sta infatti girando la Toscana per presentare la sua candidatura, dalle piccole alle grandi città, per ascoltare la gente, i problemi locali, per approfondire le peculiarità di ogni zona.
Il blog e gli strumenti informatici di cui si è dotato sono un ulteriore modo di rendere il suo progetto di democrazia partecipata un fatto reale e tangibile. Sarà possibile leggere il suo programma, porre domande, fare proposte. Integrarlo con la vostra esperienza. Sarà possibile commentare i singoli eventi di cui Simone è stato protagonista, magari insieme a voi. Un modo per conoscere il nostro candidato e per farsi conoscere.  Un modo per contribuire.
Per un progetto di PD che riparta davvero dalla gente, ancora una volta con i fatti.  Non solo con le parole.

PD, con Marino si cambia: dalle parole ai fatti

Si dice di voler creare un partito democratico inclusivo, un partito che dia voce a tutti coloro che ne seguono con passione le vicissitudini, un partito che riparta dalla base, dalla valorizzazione e dall’ascolto dei propri iscritti. Noi volontari toscani a sostegno della candidatura Marino ci teniamo a ringraziare pubblicamente il senatore per aver dimostrato con i fatti di crederci davvero.

Attraverso il sito www.scelgomarino.info, diversi gruppi di volontari si sono incontrati ed organizzati, arrivando a proporre dei responsabili territoriali, uno per ogni provincia. Queste proposte venute dal basso, che troppo spesso vengono accolte con un sorriso di accondiscendenza e poi ignorate con qualche scusa, sono state prese sul serio dal senatore Marino, che ha scelto invece di farle proprie.

Compresa la candidatura di Simone Siliani alla segreteria regionale. Un candidato che era stato segnalato da noi volontari, una persona che raccoglie la massima stima di ogni provincia della Toscana e che è in grado di rappresentare questa mozione nel modo migliore. E che sta dimostrando, di nuovo con i fatti, interagendo quotidianamente con tutti noi, che le promesse possono essere mantenute. Che la persona, ogni persona, può essere al centro della vita politica. Che per realizzare un partito inclusivo basta volerlo davvero. Siamo ogni giorno più convinti di aver fatto la scelta giusta, e ci teniamo a farlo sapere a tutti, soprattutto a chi è abituato a vedere le proprie aspettative continuamente deluse.

I volontari toscani della mozione Marino

http://toscana.scelgomarino.info

Vivi il PD, cambia l’Italia

Marino: «Ho visto le donne morire di infezioni. La pillola abortiva è sicura»

http://www.unita.it/news/salute/86945/marino_ho_visto_le_donne_morire_di_infezioni_la_pillola_abortiva_sicura

Pagina successiva »



Follow

Get every new post delivered to your Inbox.